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“Crisi delle imprese digitali? Altro che guerra, il rischio è l’AI”

L’allarme dell’esperto De Rienzo, founder della piattaforma Materassimemory.eu: “Testimonial inesistenti mostrano magazzini inesistenti con prodotti immaginari. Dopo anni di brand orientato a creare fiducia, proprio ora che ve n’è più bisogno viviamo un mondo al contrario”.”

NAPOLI – Nel pieno di una fase complessa per il comparto casa e arredamento, il “rischio più concreto per chi opera nel digitale non è rappresentato dalle tensioni internazionali”, ma dalla “qualità e dall’affidabilità dei contenuti che alimentano il mercato”. È questa la riflessione di Fabio De Rienzo, imprenditore digitale di lungo corso e founder di Materassimemory.eu, che individua nell’uso distorto dell’intelligenza artificiale una delle principali criticità emergenti di un settore, quello dell’acquisto online nel settore casa, che invece non sembra risentire (al momento) dell’altalenante situazione internazionale e dei conflitti in corso.

“Ad oggi l’intelligenza artificiale, escludendo l’utilizzo ancora rivedibile come chatbot, non sta impattando direttamente sulle vendite. Da opportunità mancata a rischio però il passo è breve. Il vero cambiamento ad oggi riguarda il proliferare di pseudo content creator che producono contenuti UGC quasi interamente generati dall’AI”, osserva.

“Parliamo di video costruiti con personaggi artificiali, voci sintetiche e testi spesso incoerenti, in cui anche il prodotto stesso è un semplice render. In molti casi non c’è più nemmeno la volontà di metterci la faccia. In pratica, testimonial inesistenti mostrano magazzini inesistenti con prodotti immaginari”.

Una dinamica che, secondo De Rienzo, sta assumendo tratti paradossali anche all’interno dello stesso settore. “Si assiste a situazioni in cui operatori strutturati, che avrebbero la possibilità di lavorare con creator reali, scelgono invece contenuti generati da AI che simulano altri creator. È un sistema chiuso, artificiale, che rischia di compromettere la percezione complessiva del mercato e la fiducia che con difficoltà abbiamo costruito in questi anni nei confronti del consumatore. Problema dei piccoli imprenditori digitali, che finiranno per pagare in mancati introiti la credibilità persa a favore delle megapiattaforme che invece possono godere di un’autorevolezza intaccabile”.

A questo si aggiunge l’ingresso di attori estranei al comparto, che sfruttano basi di follower consolidate per vendere prodotti complessi come i materassi senza competenze specifiche. “Chi vende tende o utensili domestici si improvvisa esperto del sonno e propone materassi senza alcuna conoscenza tecnica. Il canale principale di questa trasformazione è oggi TikTok, dove la dinamica della visibilità prevale sulla qualità dell’informazione”.

Il punto, però, non è tecnologico ma culturale. “Si veda il settore del riposo che, storicamente, si è costruito su un principio opposto: la fiducia. Per decenni, il testimonial – reale, riconoscibile, credibile – ha rappresentato uno degli strumenti principali per ridurre l’incertezza del consumatore su un acquisto ad alto coinvolgimento”.

“Oggi accade il contrario”, conclude De Rienzo. “Nel momento in cui il mercato digitale e i marketplace rendono più difficile orientarsi, invece di rafforzare la fiducia si costruiscono narrazioni artificiali. Testimonial inesistenti mostrano magazzini inesistenti con prodotti immaginari. È un ribaltamento che rischia di indebolire un intero settore proprio nel momento in cui avrebbe bisogno di maggiore solidità”.

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