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rel=sponsored sta per cambiare il mercato dei link?

Che nella SEO ci sia una continua compravendita di link è un dato di fatto, al giorno d’oggi. La novità introdotta da Google da qualche giorno parla chiaro: oltre al classico rel=nofollow, che serve a contrassegnare i link comprati o commerciali, saranno introdotte due sfumature di nofollow tra cui, in particolare, rel=ugc (user-generated content) e rel=sponsored (sponsorizzato). Cosa cambia questo per la SEO e per chi lavora ogni giorno con la link building? Secondo me qualcosa è destinata a cambiare, non ci sono dubbi: altrimenti non avrebbero mai inserito nuovi attributi del genere, peraltro annunciandolo nel blog ufficiale e dando chiare indicazioni ai webmaser di farne uso.

Del resto non ci sono dubbi, come evidenzia giustamente il blog di SEORoma, che a questo punto i vari rel (incluso il vituperato nofollow, da ormai 15 anni il modo più diffuso per non passare autorevolezza ad un link) diventeranno a breve dei semplici suggerimenti che Google, bontà sua, gestirà come meglio crede. Cosa che ha sempre fatto, del resto, nonostante le apparenze raccontino forse il contrario, e tendano a descriverlo come il motore di ricerca “gigante buono” che pensa alla qualità dei risultati di ricerca. Probabilmente questa modifica servirà a rendere più precisi i loro algoritmi di link analysis e decidere meglio chi premiare in termini di ranking e chi, eventualmente, penalizzare o spazzare via dalle SERP.

Riassumendo, le novità fondamentali sembrano essere le seguenti:

  • rel=sponsored (e non rel=sponsorizzato, che non esiste come valore anche se alcuni blog di settore l’hanno riportato come tale) dovrà essere usano per contrassegnare i link comprati (compra-vendita di link che, lo ricordiamo, almeno formalmente è e dovrebbe rimanere sempre vietata)
  • rel=ugc sembra essere meno importante, ma servirà a contrassegnare i link generati dagli utenti (ad esempio nell’ambito dei forum o dei siti di comparazione prezzi)
  • rel=nofollow manterrà il precedente significato (“non dare retta a questo link”, non seguirlo, quindi non dargli importanza in termini di posizionamento indotto), ma sarà solo e soltanto un suggerimento per Google.

Le modifiche andranno ufficialmente in roll-out a partire da marzo del prossimo anno, e nel frattempo c’è da scommettere che qualche update algoritmico finirà per spazzare via chi vende impunemente link; almeno, sulla carta, è quello che siamo pronti a prevedere in questo momento storico. Vedremo, quindi, quello che succederà: da un certo punto di vista potrebbe anche non cambiare nulla, dato che le regole del gioco comunque le fa Google. D’altro canto qualcuno ha iniziato a ventilare un’ipotesi inquietante: rel=sponsored non sarà usato praticamente da nessun link builder, per cui si finirà per fare esattamente come si faceva prima col risultato che molti siti saranno facilmente penalizzati (del resto basterebbe qualsiasi anchor text dentro un articolo a rendere sospetto l’articolo stesso).

Staremo a vedere, per il momento rimaniamo nell’ambito delle speculazione: ma la novità è grossa, sostanziale, e non dovrebbe essere presa sottogamba da nessuno di noi.

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