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Presentazioni per aziende che operano in settori alto valore tecnologico

Le Aziende che producono beni o servizi che si distinguono, e quindi vengono acquistati, proprio perchè arrivano a risultati solo apparentemente semplici, ma grazie a complessi processi tecnologici che ne consentono il funzionamento, sono quelle che spesso trovano maggiori ostacoli nella propria presentazione. Pensiamo solo all’intelligenza artificiale, alla robotica, o anche solo all’automazione in genere, legata al settore delle macchine utensili

Le presentazioni aziendali devono essere interessanti. Sarà banale ricordarlo, ma, in molti casi, il rischio principale è proprio quello di annoiare chi ci ascolta. È necessario premiare chi investe il proprio tempo nell’ascolto con fatti, dettagli e contenuti reali, tangibili; anche per scongiurare il pericolo di risultare poco credibili.

È importante contestualizzare dati reali, utilizzare, in modo opportuno e senza abusi, citazioni significative (ancor meglio se connesse alla storia aziendale) e narrare episodi reali.




Storytelling: serve o è una moda?

Lo storytelling svolge un ruolo fondamentale nel rendere efficace una presentazione aziendale. Se ben costruita, una storia è in grado di stimolare diverse aree cerebrali e di migliorare la memorizzazione e la ritenzione delle informazioni.

Tuttavia, può anche diventare un’arma a doppio taglio: non tutti sono in grado di trasformare i contenuti della comunicazione d’impresa in una storia avvincente. Il consiglio, pertanto, è quello di rivolgersi a un autore professionista. Questo articolo che tratta appunto di storytelling aziendale mette in guardia i manager sui rischi di storie e web series che descrivono l’azienda.

Raccontare storie, utilizzando con sapienza metafore e altre figure retoriche, aumenta il grado di empatia dell’audience e agevola la fruizione dei contenuti aziendali. Eppure, allo stesso modo, l’espediente narrativo nasconde al suo interno trappole e insidie: il rischio di risultare banali è sempre dietro l’angolo. Non è sufficiente avere l’idea “giusta”. Se la sua realizzazione non è ben congegnata, è molto facile che il contenuto non venga compreso.

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Ph. dmitry-ratushny-unsplash

Figure retoriche

Un’utile soluzione potrebbe consistere nell’utilizzare figure retoriche lontane dalle aspettative dell’audience. Ad esempio, al posto di proporre una soluzione, intera o parziale che sia, si potrebbe suggerire uno strumento per scoprire l’esistenza di un problema. A giovarne sarà l’intera credibilità dell’azienda. Contenuto, valore e soluzioni: sono questi gli elementi imprescindibili di ogni presentazione aziendale che possa risultare credibile. Ciò che davvero fa la differenza, quindi, non è tanto ciò che si vende, ma come lo si vende.

Molto spesso capita che la comprensione delle presentazioni di aziende ad alto valore tecnologico venga ostacolata proprio dalla complessità del prodotto o servizio stesso. Accade così che l’elemento differenziante, l’unico, reale vantaggio dell’azienda, si trasformi nel più dolente punto debole della presentazione. In tal caso è necessario focalizzarsi su alcuni punti chiave, che non sono necessariamente riservati ai soli addetti ai lavori. Allo stesso modo, è consigliabile essere consapevoli delle mosse della propria concorrenza, senza avvertire l’esigenza di emularne a tutti i costi il percorso.

Il video di presentazione aziendale

La prima impressione conta, anche per quanto riguarda le presentazioni aziendali, specialmente quelle realizzate in formato video. I primi 30 secondi sono essenziali nel decretarne il successo.

Fin dall’inizio della presentazione aziendale, è importante trasmettere autorevolezza e piena padronanza della materia, così da rendere evidente il valore dei contenuti proposti. In questo articolo dedicato a come fare una presentazione aziendale in 8 passaggi, sono sintetizzati i punti critici  e soprattutto come aggirarli.

Quando si realizza un video aziendale, è fondamentale dare risalto ai concetti espressi accompagnandoli con effetti sonori, che ne agevolano la comprensione e la memorizzazione.




Video aziendale: formati e durata

Bisogna poi considerare su quali canali di comunicazione distribuire il video promozionale. Va detto che la richiesta maggiore è proprio per i social video destinati ala diffusione sulla rete sociale dell’azienda. In  base alle diverse piattaforme, si va dal 16:9 di YouTube, ai 2:3 verticali di Facebook, passando per il quadrato di Instagram. A onor di cronaca, dopo un periodo in cui andava di moda fare video verticali e quadrati, oggi sembra che il formato 16:9, probabilmente per la sua versatilità e flessibilità, risulti essere il più utilizzato.
Parlando di 16:9, un ottimo metodo di ripresa, per ridurre lo spazio visivo senza intaccare la risoluzione, consiste nel girare in 4K, tenendo sempre il soggetto al centro.
Al pari dei formati, un altro tema dibattuto riguarda la durata. Quanto deve essere lungo un video di presentazione? Non esiste una risposta univoca. Tutto dipende dalla piattaforma su cui lo si vuole distribuire, dal tipo di contenuti che si vuole proporre e dalla rilevanza che si vuole riservare ad ognuno di loro.

Meno di un minuto se si è deciso che il lancio avverrà sui social network; di durata maggiore se il video fa parte di una strategia più ampia di posizionamento su Google. A tal proposito, sembra che l’algoritmo di Mountain View stia premiando video lunghi, perché ritenuti in grado di portare maggiori contenuti. Ma quello che non va sottovalutato, anche se purtroppo acceade speso il contrario, è la necessità di un piano editoriale che stia ietro alla strategia di video marketing per le aziende manifatturiere che devono operare in mercati internazionali

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Il testo

Per concludere, un altro aspetto da non sottovalutare: il testo. Spesso si assiste a richieste volte a voler trasformare la presentazione da Powerpoint in video : non è una grande ideaCi sono sostanzialmente tre modi attraverso cui può essere il testo viene fruito: può essere letto direttamente dall’utente, utilizzando videografiche; può essere recitato da uno speaker; o, ancora, presentato da un soggetto all’interno del video.




Ognuna delle suddette soluzioni comporta vantaggi e svantaggi. Il primo dei modi proposti si presta particolarmente bene a essere utilizzato sui social network come Facebook, in quanto su tale piattaforma i video partono senza audio. Affidarsi a un voice over, invece, può essere una soluzione dal grande impatto emotivo e capace di coinvolgere l’audience, a patto che la recita sia funzionale e coerente al contenuto. Un’interessante alternativa potrebbe essere quella di mixare le due tecniche, ovvero alternare le infografiche e voce. Il terzo e ultimo modo in genere funziona bene, a condizione che la presentazione video venga affidata a una persona che lavora all’interno dell’azienda e dotata di ottime capacità comunicative. Purtroppo si tratta di qualità non sempre facili da trovare, così che spesso quella che in partenza poteva essere una buona idea rischia di non ottenere gli effetti desiderati.

Giuseppe Galliano Studio
C.so Cavallotti 24
28100 NOVARA ITALY
www.giuseppegalliano.it

 

 

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