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Cosa fare in caso di violazioni nei contratti di locazione? I possibili rimedi

Spesso il Contribuente si dimentica di registrare un contratto di locazione, omette il pagamento dell’imposta di registro, oppure tende ad occultare il canone nella speranza che l’Agenzia delle Entrate non se ne renda conto. In tutti questi casi il Contribuente omette (totalmente o parzialmente) un comportamento, sanzionato dall’Agenzia delle Entrate.

Le tipologie di violazioni sono:

  1. omessa registrazione del contratto di locazione: la sanzione va dal 120% al 240% dell’imposta di registro dovuta. Tuttavia, in caso di risoluzione o proroga dei contratti di locazione in cedolare secca, la sanzione dovuta è pari ad € 50, se la violazione è sanata entro 15 giorni, oppure ad € 100 se è sanata oltre i 15 giorni;
  2. occultamento (totale o parziale) del contratto di locazione: la sanzione va dal 200% al 400% della differenza tra l’imposta di registro dovuta, comprendendo anche il canone omesso e l’imposta di registro già pagata dal Contribuente. Si ricorda che l’omissione del canone ha effetti anche relativamente alla predisposizione della Dichiarazione dei Redditi, poiché l’Agenzia delle Entrate metterà un avviso di accertamento indicando il canone non dichiarato originariamente dal Contribuente;
  3. tardivo pagamento dell’imposta di registro: la sanzione è pari al 30% dell’imposta di registro dovuta.

Ma quali sono i possibili rimedi? Si chiama ravvedimento operoso. Il ravvedimento operoso è uno strumento che permette al Contribuente di dichiarare e pagare le imposte dovute, beneficiando di uno sconto delle sanzioni. La formula del ravvedimento operoso è applicabile anche all’omessa registrazione dei contratti di locazione in cedolare secca dove non è applicata l’imposta di registro. In questi casi, infatti, il Contribuente deve applicare la sanzione ridotta all’imposta di registro “teoricamente” dovuta, calcolata sul canone di locazione percepito per l’intera durata del contratto, così come anche indicato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 26/E del 2011.

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