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Bonus matrimonio 2020: ecco cosa sapere

Il bonus matrimonio è una delle novità che sono state presentate con la Manovra 2020. Con questo bonus lo Stato italiano intende venire incontro alle esigenze della nuova coppia, offrendo loro un beneficio economico che può essere richiesto dopo che il contratto di matrimonio sia divenuto valido dal punto di vista civile.

Bonus matrimonio 2020

Cos’è il bonus matrimonio 2020?

Con questo bonus introdotto con la Manovra 2020 lo Stato ha deciso di dare la possibilità ad entrambi i coniugi di chiedere un congedo straordinario di 8 giorni dopo il matrimonio, ricevendo un assegno per questo stesso congedo. Come spiegato, l’assegno per il congedo può essere chiesto sia dal marito che dalla moglie, ma c’è un limite temporale: per usufruire di questo bonus il congedo deve essere richiesto entro trenta giorni dalla data del matrimonio.

Perché il bonus matrimonio è importante?

I futuri sposi e gli sposi novelli si chiedono perchè questo bonus sia importante. Si tratta di un beneficio economico per tutte le coppie che decideranno di contrarre un matrimonio civilmente valido. Attraverso questo beneficio lo Stato intende sostenere la famiglia, consentendo ai nuovi coniugi di chiedere un congedo straordinario e di non perdere ciò che avrebbero guadagnato andando a lavorare.

In questo modo i coniugi avranno del tempo da condividere insieme subito dopo le nozze, senza che questa libertà causi loro una perdita economica. Va considerato infatti che il matrimonio di per sé è un evento costoso. Per questo motivo tante coppie decidono di affidarsi ad una wedding designer, che si occuperà dell’evento e che aiuterà anche a contenere i costi, evitando le spese inutili e consigliando come impiegare al meglio il budget a disposizione.

Affidandosi ad una professionista si riuscirà ad organizzare un evento indimenticabile, senza spendere denaro inutilmente e senza commettere errori in fase di progettazione delle nozze.

Da chi può essere chiesto?

Possono chiedere il bonus matrimonio tutti gli operai, i dipendenti industriali, gli apprendisti, coloro che lavorano a domicilio, chi lavoro per le cooperative ed anche gli artigiani. Chi rientra in una di queste categorie ed ha contratto un matrimonio che sia valido dal punto di vista civile, ha diritto al bonus a patto che il suo rapporto professionale con il datore di lavoro sia in vigore da almeno una settimana.

Quanto si ottiene con il bonus matrimonio?

La somma ottenuta varia a seconda del richiedente e dunque di quanto percepisce normalmente. Agli apprendisti ed agli operai è garantita una retribuzione completa di sette giorni, dalla quale va sottratto solo il 5,54%. I lavoratori a domicilio ricevono invece sette giorni di retribuzione media ed anche in questo caso la percentuale da detrarre è del 5,54%. I marittimi ricevono la retribuzione media giornaliera moltiplicata per otto giorni, mentre la percentuale di detrazione è sempre la stessa.

Va sottolineato che nel caso in cui il richiedente stesse già ricevendo un’indennità dell’INAIL derivante da un infortunio del lavoro, il bonus matrimonio sarebbe perfettamente cumulabile. Discorso diverso invece per la cassa integrazione, la malattia, la maternità ed i vari trattamenti economici dei disoccupati: in tutti questi casi il bonus matrimonio non può infatti essere considerato cumulabile.

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